FVG. Esternalizzazione dei servizi sanitari pubblici: una via irta di pericoli e senza certezza alcuna, da parte dei cittadini, sul prodotto acquistato con i loro soldi e per loro, e che pare cambi il ruolo dell’assessorato. (Aggiornato il 26 febbraio 2025 con le news).
Riporto qui un comunicato relativo alla sanità: il ricorso al Consiglio di Stato della società arrivata seconda alla gara di appalto per la radiologia di Pordenone contro la sentenza del Tar che aveva dato ragione all’Azienda Sanitaria dei Friuli Orientale nel merito della correttezza nella aggiudicazione della gara.
Questo il comunicato nel merito di Furio Honsell, datato 18 febbraio 2025.
Maxi appalto di radiologia di Asfo: il caso al Tar e al Consiglio di Stato.
«La notizia del protrarsi del contenzioso riguardo l’appalto -di decine di milioni- della radiologia di ASFO, che adesso si gioca sia al TAR sia al Consiglio di Stato, costituisce la dimostrazione che l’esternalizzazione dei servizi sanitari è una procedura molto rischiosa di procedere. L’Assessorato alla sanità dovrebbe promuovere politiche di fidelizzazione e ascolto del proprio personale medico, non giuridico amministrativo. I medici non si possono sostituire con gli avvocati! La risposta tanto frequente di Fedriga-Riccardi alle dimissioni, costituita dalle esternalizzazioni, non solamente è molto costosa, ma può avere strascichi e quindi ritardi e ulteriori spese difficilmente quantificabili, indipendentemente da come andrà a finire in tribunale questa vicenda.
Comprare dall’esterno i servizi può dare l’illusione di essere una soluzione percorribile, ma quando il premio è così ricco si trasforma il ruolo del sistema sanitario: da erogatore di salute a mera stazione appaltante. Il Sistema Sanitario Regionale di Fedriga-Riccardi vedrà quindi la sostituzione di medici, infermieri e OSS con avvocati.
Mi auguro che si impari dagli errori gestionali prima che sia troppo tardi». […] Furio Honsell, Consigliere Regionale di Open Sinistra FVG.
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Ora questa comunicazione pone il dito sulla piaga delle esternalizzazioni ed evidenzia un grosso problema: quello del ruolo che la giunta regionale e i vertici delle aziende sociosanitarie vorrebbero rivestire o pare stiano rivestendo in Fvg nel nostro tempo, assolutamente inaccettabile. Infatti esternalizzando i servizi sanitari, il ruolo delle aziende sociosanitarie diventa simile a quello di un ente pubblico con unica funzione: quella di appaltatore di servizi, non più di gestore, ove è importante meramente che le stesse si avvalgano di esperti in legge – da qui i dirigenti di alcuni settori chiave, invece che scelti tra i medici scelti tra gli avvocati – vedi per esempio Ladi De Cet ma non credo sia il solo – per garantire la correttezza dell’ iter procedurale e per pararsi da possibili cause.
Ma non accade questo credo neppure in America, per esser sinceri. Infatti ci deve essere in qualsiasi azienda chi si prende l’onere direttamente gestionale, senza delegarlo a terzi, chi controlla la qualità dei servizi appaltati, i titoli degli operatori assunti, il rispetto delle regole interne e nazionali, rendicontandone ai finanziatori che risultano essere gli azionisti, e che nel caso del settore pubblico sono i cittadini che pagano le tasse e che hanno potere decisionale. Quindi quando si tratta del sistema sanitario regionale in Fvg, essendo il settore appaltante pubblico, deve informare i cittadini della regione su questi aspetti, non comunicare solo il risultato della gara, altrimenti si configurano a mio avviso delle possibili palesi violazioni in quanto i finanziatori, e cioè i cittadini, non vengono debitamente informati sulla qualità del prodotto fornito da terzi, ma solo su quanto costerà senza conoscere altro della ditta vincitrice, che potrebbe essere anche, legalmente, una creata ad hoc all’ ultimo momento.
Insomma pare che proprio il settore pubblico, in Fvg, così facendo, si comporti omettendo più che evidenziando informazioni essenziali, che invece per il gorgonzola o per un qualsiasi prodotto alimentare vengono rese palesi e non esistendo, per la sanità, neppure un ‘Altroconsumo’ a tutela dei ‘consumatori’ di sanità (il che è fra l’altro una visione orrida del sistema socio- sanitario), che comunque si basa su quanto dichiarato anche dalle aziende sul prodotto immesso sul mercato. Ma se non si sa nulla, non si può controllare e contestare nulla. Eppure i cittadini di una regione sono sia i finanziatori che i fruitori di questo nuovo prodotto che si chiama ‘affido a terzi di parti del settore pubblico’ e sarebbe suo diritto saperne di più, e se erro correggetemi.
Inoltre pare che anche la giunta regionale Fvg ami solo dare soldi, quasi fosse un nuovo ma molto meno parsimonioso, Paperon De Paperoni, che decide da sola su soldi che prende dal forziere ma che non sono suoi. E chi investe i propri sta molto attento, se non è uno sprovveduto. Insomma ormai la sanità Fvg si configura come un sistema peggiore persino di quello delle società private, ove chi ha la potestà di gestire il denaro pubblico lo fa senza informare in modo esaustivo i suoi ‘azionisti’ delle caratteristiche del prodotto acquistato, che si configura, per noi cittadini, come un prodotto alimentare senza etichetta o un giocattolo senza la stessa e certificazione Ue. E su questo dovremmo discutere. Ed in campo sanitario il non sapere in che mani si cade, crea angoscia.
Inoltre il ruolo della regione, come definito dallo Statuto e come voluto da chi la desiderò tanto anche a statuto speciale, viene ad esser profondamente modificato. Infatti detta richiesta di statuto speciale voleva permettere ai cittadini di essere maggiormente rappresentati, con i loro inevitabili problemi presso lo Stato, ma ora i politici regionali non si sa quanto corrano qui e là a rappresentare i nostri problemi o a rappresentare se stessi e per controbattere alle nostre legittime richieste, magari fatte presenti attraverso comitati sorti ad hoc vissuti come i nemici, sembra, da combattere. E il Consiglio regionale pare non conti più, la giunta degli eletti ma formata anche da ‘uomini del Presidente’ come il potentissimo Riccardo Riccardi, che a me pare si viva come un uomo solo al comando di settori strategici come la sanità e la protezione civile, decide da sola e forse mantiene rapporti pure in senso istituzionale con enti economici senza che sia chiaro ai cittadini a che fine (vedasi Novartis – Fedriga), e se erro correggetemi. E credetemi, non voglio offendere alcuno, ma a me pare così, e se erro correggetemi.
Pertanto, guardando il modo di agire di questa giunta che, con un paio di piccole modifiche interne, governa da sette anni il Fvg, pare che essa si sia trasformata in una finanziaria reale che permette, in ambito anche sanitario, che i dirigenti da lei parzialmente dipendenti e nominati, con tutti titoli a posto per carità, si trasformino in appaltanti senza dare in ambito così delicato, garanzia alcuna su un servizio, né ai ricchi né ai poveri, quando era proprio in Fvg la sanità pubblica, ritenuta di alta qualità, come sottlineato da Agenas, ad attirare, non certo quella privata che spesso utilizza medici pensionati dal pubblico o non fissi, e che offre solo visite ambulatoriali e qualche prestazione aggiuntiva, e presenta ora gli stessi limiti di quella pubblica.
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Ed esternalizzando i servizi sanitari in questo modo, se vi è un errore chi risponde? Una società privata che oggi fornisce operatori per il servizio e domani sparisce, con sede legale non si sa, magari, dove e operatori non si sa con quali titoli? La regione non risponde, l’ass appaltante neppure, e si giungerà alla solita situazione da scaricabarili ove chi paga in salute, essendo una sola la vita, è unicamente il paziente.
Inoltre non si dica che noi elettori ce la siamo voluta: infatti, tolto il fatto che in Fvg alle ultime elezioni il ‘partito’ di maggioranza è stato quello dei non votanti, (i votanti sono stati il 45, 27% degli aventi diritto), Riccardo Riccardi non è stato eletto e quindi non ha ricevuto mandato alcuno dai cittadini ma solo da Fedriga, si diceva per accordi tra la Lega e Forza Italia, dopo che Fedriga era stato convinto a rinunciare al secondo mandato come parlamentare nel 2018.
Ma se la sanità deve funzionare così, a cosa serve pagare fior di quattrini assessori su assessori? Non lo so, ditemelo un po’ voi. Infine, con l’esternalizzazione dei servizi sanitari, dati sensibili potrebbero andare in mano a non si sa chi, e nel privato anche convenzionato il paziente, ora come ora, deve in alcuni casi compilare il foglio di anamnesi, che potrebbe però, sia per sua dimenticanza o per errori precedenti, non contenere informazioni corrette o avere inesattezze ed omissioni, e se il paziente è solo ed anziano ditemi che fa, cosa compila, cosa firma. In questo modo ed in sintesi, così ogni responsabilità ricade sul cittadino, in un modo o nell’ altro, con il solo risultato di far evitare a tutti gli operatori del ssr problemi legali. Ma non è questo il fine di un buon sistema sanitario.
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Ho scritto questo articolo solo per palesare le mie perplessità e senza l’idea di offendere qualcuno, e se erro correggetemi, ma parliamone invece di seguire solo le esternazioni di un assessore alla sanità che parla e dichiara ogni giorno sulla stampa locale, mentre i risultati del suo agire sono sotto gli occhi di tutti e nessuno osa ormai più conteggiare i possibili anni di vita persi per la nostra popolazione del Friuli Venzia Giulia. Mi direte che le altre regioni non sono al top. Ma io non sono per il ‘mal comune mezzo gaudio’ ed è anche vero che noi siamo quattro gatti, anziani quasi tutti e dispersi su di un ampio territorio, e poi io sono del Fvg. Quindi almeno parliamone, prima che sia troppo tardi.
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Il 26 febbraio 2025 su Friulsera è comparso un articolo di redazione intitolato:«Caos “Riccardiano” in sanità Fvg: Dal primo marzo le strutture sanitarie private accreditate bloccheranno le prenotazioni in convenzione”. Da quello che ho capito sapendo i pregressi e leggendo questo testo, si può ipotizzare che, davanti alle onerose richieste dei privati per sopperire alle carenze dei settore pubblico in sanità, Riccardi abbia tergiversato cercando di abbassare la cifra poco tempo fa richiesta (si parlava, se non erro, di 200 milioni per 5 anni). Questo con il risultato che, non essendo riuscito o non avendo voluto l’assessore potenziare la sanità pubblica, il privato convenzionato, (senza neppure alcuna valutazione del suo operato, della qualità del servizio erogato, degli operatori forniti e della spesa reale che ogni società affronta per il servizio di questa tipologia da parte della Regione, che paga e paga, perchè trattasi di società private autonome), si è trovato, come immaginabile con il coltello dalla parte del manico e a fare la voce grossa in ambito di sanità pubblica, dove era in netta minoranza e contava ben poco.
E davanti alla posizione della Regione che ha emesso un nuovo tariffario migliorativo ma pare, secondo Friulisera, non per ogni prestazione, e non quello richiesto dai privati per sostituire il pubblico, le Associazioni di categoria delle Strutture sanitarie private accreditate regionali, ovvero Aiop Fvg, Anisap Fvg, Aris Fvg e Assosalute Fvg, hanno bloccato le prenotazioni in convenzione da sabato 1 marzo ed hanno depositato ieri un ricorso contro alcune delle nuove tariffe sanitarie in vigore dal 29 dicembre scorso. E sono certamente più forti di questo assessore che ci ha trascinati nel baratro e che non sa che, da che mondo è mondo, i privati possono fare il prezzo che vogliono anche se è discutibile perché qualsiasi prezzo dovrebbe essere onesto ed equo. E non mi si dica che ‘tutto aumenta’ e le solite lagne che si sentono in diversi settori: quello in primo luogo lo possiamo dire noi cittadini che paghiamo energia acqua e aumento dei generi alimentari, mentre non aumentano gli stipendi e la povertà avanza.
E così, penso fra me e me, chi sciopera è il privato accreditato, a cui magari Riccardi con la sua politica, poco assennata a mio avviso, dovrà piegarsi sborsando denaro nostro e non il settore pubblico della sanità che da anni chiede un aumento che la regione nega.
Ora che accadrà? Forse Riccardi cederà, creando un precedente pericoloso, ma in primo luogo dovrebbe dimettersi secondo me, e la Regione dovrebbe riunire medici ed esperti per studiare come ridare fiato alla sanità pubblica. Con i chiari di luna per l’Europa post Ucraina, pensare di privatizzare il sistema sanitario pubblico è pura follia e significherebbe solo privare della sanità i cittadini del Fvg, dopo aver distrutto, pezzo per pezzo, quello che funzionava ed era una eccellenza almeno nella nostra regione. Naturalmente questo io penso, senza voler offendere alcuno. E se erro correggetemi.
Laura Matelda Puppini
L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta Riccardo Riccardi ed è una di quelle già da me utilizzate. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/fvg-esternalizzazione-dei-servizi-sanitari-pubblici-una-via-irta-di-pericoli-e-senza-certezza-alcuna-da-parte-dei-cittadini-sul-prodotto-acquistato-con-i-loro-soldi-e-per-loro-e-che-pare-cambi-il/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/Riccardo-Riccardi-300x166-1.jpg?fit=229%2C166&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2024/10/Riccardo-Riccardi-300x166-1.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀRiporto qui un comunicato relativo alla sanità: il ricorso al Consiglio di Stato della società arrivata seconda alla gara di appalto per la radiologia di Pordenone contro la sentenza del Tar che aveva dato ragione all'Azienda Sanitaria dei Friuli Orientale nel merito della correttezza nella aggiudicazione della gara. Questo il...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia
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