Alcuni problemi sollevati dalla minoranza in consiglio regionale Fvg molto importanti. (Aggiornato il 20/2/25 con il testo della mozione per cambio Statuto).
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Vorrei riportare qui alcuni problemi che sono stati evidenziati nei comunicati che mi giungono dalla minoranza in regione. Naturalmente non sono tutti: ma su alcuni ho già parlato nei miei articoli. Ora hanno destato la mia attenzione questi quattro comunicati: uno di Serena Pellegrino che sottolinea come la maggioranza in consiglio regionale abbia presentato una mozione, approvata, per modificare lo Statuto, il che a mio avviso, vista la maggioranza è operazione pericolosissima, due di Furio Honsell sulla sanità: uno relativo ai pazienti che vanno a farsi curare altrove ed un altro sulla centrale unica Nue che non può diventare una attrazione popolare in funzione pure propagandistica, cosa mai vista prima. Infine vi è un comunicato di Patto per l’Autonoma che sottolinea come l’audizione sul Tagliamento sia stata una farsa, ed ipotizza possibili scenari di interessi del Veneto nella nostra regione.
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SERENA PELLEGRINO SULLA MODIFICA DELLO STATUTO REGIONALE.
Tra gli ultimi comunicati giuntimi, mi ha colpito in particolar modo quello di Serena Pellegrino che parla della richiesta, formulata e accolta dal consiglio regionale dove le destre hanno la maggioranza, di far produrre alla giunta, che è l’esecutivo, modifiche allo statuto della Regione, mettendo mano allo stesso, per far cosa non si sa ma ahimè si può prevedere. Perché, secondo me, questa giunta pare avere un unico scopo: quello di ottenere il potere assoluto per anni ed anni, contro ogni democrazia e ogni costituzione nata dalla resistenza. Vediamo insieme cosa ha dichiarato nel merito Serena Pellegrino il 3 febbraio 2025.
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Consiglio regionale. Mozione “Aggiornamento dello Statuto di autonomia della Regione FVG”.Mozione surreale: l’impegno a produrre proposte di riforma statutaria è stato rivolto all’esecutivo dalla sua stessa Maggioranza consiliare.
“Una mozione bizantina, magniloquente e in sostanza oscura, diretta dal Consiglio alla Giunta affinché prepari la strada alla proposta di legge per la revisione dello Statuto della Regione. Dai banchi dell’Opposizione è risuonata coralmente una domanda: perché la Maggioranza consiliare ha bisogno di condividere in Aula una richiesta di progettualità, rivolta al proprio Esecutivo, che certamente non necessita dell’unanime sostegno preventivo di quel Consiglio il cui ruolo è e rimane centrale anche in caso di revisione statutaria?
Lo afferma la consigliera Serena Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, che aggiunge: “Impossibile votare una mozione che si riferisce ad un generico aggiornamento dello Statuto regionale, introduce molti temi e non ne sostanzia alcuno nel dispositivo, della quale non si comprende la pratica funzione ed utilità. Parrebbe, nel succedersi talvolta surreale di spiegazioni, che la principale sollecitazione perseguita dalla Maggioranza consiliare è quella di assicurare al Friuli Venezia Giulia la massima autonomia differenziata, così come riconosciuta dalla Costituzione alle potestà legislativa delle regioni a statuto speciale. E’ passata quindi con il voto della sola Maggioranza la mozione che ha impegnato Giunta a future iniziative di revisione statutaria. Attenderemo con disponibilità, nelle sedi consiliari competenti allo specifico percorso legislativo, le risultanze di questo lavoro, auspicando abbia la nitidezza di contenuti e intenti mancati nella mozione odierna.”
Ringraziando per l’attenzione, invio cordiali saluti.
Serena Pellegrino, Alleanza Verdi Sinistra».
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Questo il testo della mozione presentata da Di Bert a cui si sono aggiunte le firme di: “Polesello, Grilli, Lirutti, Bernardis, Bolzonello, Mazzolini, Morandini, Calligaris, Spagnolo, Buna, Budai, Ferrari, Ghersinich, Miani, approvato a maggioranza nella seduta del 3 febbraio 2025, a cui si riferisce Serena Pellegrino. Dopo i vari ‘Visto’, ‘Considerato’, ‘Premesso’, ‘Evidenziato’, il testo continua così: “tutto ciò premesso, Impegna il Presidente della Regione e la Giunta Regionale 1) a sostenere e supportare, nei modi e con le azioni consentite dall’ordinamento, il Consiglio regionale nelle sue future iniziative di revisione statutaria, anche condividendo spunti tecnici e riflessioni sulle opportunità sostanziali che possano avere significative e favorevoli ricadute sulla collettività, contribuendo ad indirizzare proficuamente tale prerogativa consiliare nell’ osservanza dei principi ispiratori ed immanenti che caratterizzano e qualificano lo Statuto speciale della Regione Friuli Vennzia Giulia”.
Ora vi dico subito che a me, Laura Matelda Puppini, questo testo appare pericolosissimo, perché implicherebbe che il Consiglio Regionale in toto debba sostenere qualsiasi modifica allo Statuto senza votarla.
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FURIO HONSELL SULLA SPESA SANITARIA FUORI REGIONE.
Quindi riporto due comunicati di Furio Honsell che ho scelto tra gli altri, anche se per me tutti i suoi sono importanti. Il primo è relativo all’ aumento delle spese regionali per i cittadini che vanno a curarsi fuori regione, aspetto che ho già toccato in uno dei miei articoli, sottolineando come il dato riguardi in particolare l’ortopedia. Ed è chiaro che, indipendentemente dalla ciclopica spesa per la sanità in Fvg, quando si taglia e si accentra, a causa di una pessima programmazione regionale, va a finire che i cittadini, delusi ed esasperati, volgono altrove.
Alcuni dati Agenas 2022 per l’Italia intera, divisi per regioni, relativamente a questo fenomeno sono stati pubblicati da Quotidiano Sanità il 12 dicembre 2024, in un articolo di Ester Maragò intitolato: ” Mobilità sanitaria ospedaliera. Calano i ricoveri fuori regione ma ci si sposta di più per le cure ad alta complessità che fanno lievitare la spesa. Cresce il ricorso al privato. Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sempre le più attrattive”, in cui si legge che, se diminuiscono le prestazioni globali e meno costose fra quelle ricercate in altre regioni da parte di quelle con meno servizi, aumentano però quelle più costose e di qualità. Oltre le tre regioni citate nel titolo, stanno aumentando la loro attrattività «Toscana, Piemonte, Trento e […] Molise (caratterizzato però anche da una fuga dei pazienti). La Regione con il più alto saldo negativo è la Campania che ha però ridotto del 6% le spese legate alla mobilità passiva diventando sempre più attrattiva sul fronte delle cure ad alta complessità». (Ester Malagò, op. cit., in: quotidianosanita.it.). Fanalini di coda, sempre per lo stesso articolo: Campania Calabria Sicilia e Puglia. Ma neppure il Fvg ne esce bene, mentre la Lombarda ha perso la sua poll position per quanto riguarda le regioni che più attraggono. «Mobilità sanitaria interregionale mai così alta, i cui costi sfiorano i 3 miliardi, spesa a livelli record e in continua crescita. Un flusso migratorio per ricoveri ospedalieri diretto prevalentemente da Sud verso Nord, dove le strutture maggiormente attrattive sono quelle private accreditate. Questo – sottolinea la dirigente sindacale – il quadro che emerge» – si legge nell’ articolo intitolato: “Cgil: “Dati Agenas certificano crescita disuguaglianze e privatizzazione salute”sempre su quotidianosanita.it. . Ma, sempre secondo questo comunicato sindacale, i problemi per il futuro saranno il dover ricorrere, se si continua così, a prestazioni di alta complessità nel privato accreditato che però, fa i prezzi che vuole ed al tempo stesso ad una diminuzione, da parte dello Stato della spesa per il ssn, scesa al 6,1 del Pil ed in previsione al 5,9. Ma se poi, dico io, diminuisce anche il Pil ….
Per quanto riguarda il Fvg, sono comparsi su: https://www.rainews.it/tgr/fvg/ un video e articolo sotto il titolo: “Mobilità sanitaria interregionale, saldo negativo per il Friuli Venezia Giulia” di Anna Vitaliani.
Ivi, su dati 2022, si legge:«La fuga sanitaria dal Friuli Venezia Giulia costa alla regione 46 milioni e mezzo di euro. E il saldo tra chi da fuori regione entra qui per cercare risposte mediche e chi invece esce è negativo. – 13 milioni di euro. È quanto emerge dal rapporto 2022 presentato in un convegno a Roma dall’AGENAS, agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Sono stati i tecnici dell’ufficio statistico ad aiutarci a scorporare i dati del Fvg, dati pubblici e consultabili nel sito web.
La slide più chiara mostra il bilancio negativo per il Fvg, tra quanti escono e quanti entrano per curarsi. La nostra regione si posiziona nel mezzo della graduatoria tra le regioni più virtuose, cioè che attraggono pazienti, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto in testa, e regioni da cui i cittadini purtroppo scappano per curarsi Campania, Calabria e Sicilia. Nel 2017 il saldo era positivo +6.7 milioni di euro, insomma questa mobilità ci faceva guadagnare. Dalla pandemia in poi non è più stato così e siamo arrivati ai -13 milioni attuali. Interessante notare che quando ci si sposta dal Friuli Venezia Giulia, per il 63% dei casi si sceglie il privato convenzionato presente fuori regione. Mentre il Fvg attrae soprattutto per l’offerta della sua sanità pubblica. Per il 66% infatti è il pubblico ad attirare pazienti da fuori regione, solo 33% va in strutture private». Dati su cui veramente riflettere.
Questo dovrebbe far riflettere perché vuol dire che il privato convenzionato nella nostra regione è di scarsa qualità, mentre questa si trovava, ma si trova sempre meno nel pubblico, a causa della sconsiderata politica di Riccardo Riccardi, che forse si vive come un uomo solo al comando, visto che non ascolta, pare, nessuno che la pensi in modo diverso da lui. E questo no
n fa ben sperare, visto che la giunta regionale Fvg ha deciso di investire cifre non di poco conto nel privato convenzionato che può offrire prestazioni ma non di alta qualità.
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Ma ritorniamo al comunicato di Furio Honsell su questo problema intitolato:“Sanità FVG: aumenta del 50% il passivo per le cure fuori regione”.
«Le statistiche relative al 2022, pubblicate sui giornali, della differenza tra quanto la Regione FVG deve pagare alle altre regioni per coprire le spese di coloro che preferiscono farsi curare altrove e le entrate che derivano da coloro che provenendo da altre regioni preferiscono farsi curare in Friuli Venezia Giulia, vede una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Anche se questa ulteriore spesa è in valore assoluto una cifra piccola rispetto ai costi del Sistema Sanitario Regionale è però un segnale che dovrebbe preoccupare chi programma il servizio. Ci auguriamo che queste importanti figure prestino la dovuta attenzione a questi indicatori quando chiudono dei reparti generando effetti domino, come purtroppo è stato scelto di fare all’Ospedale di San Vito.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG».
Il riferimento all’ ospedale di San Vito non è casuale perché la Regione ha chiuso prima il punto nascita, poi ha ipotizzato di togliere a detto ospedale l’attività chirurgica oncologica, e quindi l’effetto domino, in questa situazione, pur avendo vinto i ricorrenti contro la chiusura del primo servizio, potrebbe essere più che realistico.
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Ed ancora, sempre in tema di sanità, a me pare importante questo comunicato, sempre di Furio Honsell, relativamente al giorno del Nue 112, che sottolinea come per un servizio di questo tipo non si possano utilizzare ‘americanate’ come io ho scritto, di questo tipo, ritengo a carattere propagandistico.
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FURIO HONSELL. LA CENTRALE NUE 112 NON E’ UNA ATTRAZIONE PER VISITATORI.
“Dati sensibili e pronto intervento: la centrale operativa Nue 112 non è uno show”.
«Esprimiamo senza alcun dubbio apprezzamento e incoraggiamento a tutti i lavoratori e alle lavoratrici del NUE. Ma le notizie da Palmanova su come si è svolto il 112 Day ci fanno riflettere. La Centrale Operativa non va utilizzata come un’attrazione da visitare. Nei servizi di soccorso e di sicurezza non esiste posto più riservato, più protetto.
Vi si trattano dati sensibili, e la concentrazione degli operatori deve essere massima e quindi deve essere evitato qualsiasi disturbo ancorché celebrativo. Lo sanno bene i professionisti dell’emergenza.
È un lavoro che richiede silenzio, concentrazione, tranquillità, perché in qualsiasi momento può arrivare la chiamata difficile, che esige una comprensione immediata e da cui può dipendere una vita.
La Centrale operativa deve infatti garantire “sicurezza reale” e non preoccuparsi di “percezione della sicurezza”. Ma forse questa è una distinzione che chi è al vertice della politica sanitaria oggi in FVG confonde.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG». (Comunicato del 12 febbraio 2025).
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MASSIMO MORETUZZO SULLA AUDIZIONE ‘FARSA’ SUL TAGLIAMENTO E POSSIBILI INTERESSI DEL VENETO.
Infine riporto questo recentissimo comunicato di Massimo Moretuzzo di Patto per l’Autonomia – Civica, sull’audizione avvenuta in quarta commissione sul problema Tagliamento.
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“Moretuzzo: «Audizione ridotta a farsa». Annunciata interrogazione su nuove infrastrutture e insediamenti sulla foce del Tagliamento e gli interessi del Veneto.”
«Considerato come l’Assessore Scoccimarro e l’Autorità di Bacino stanno portando avanti il percorso dell’audizione sul Tagliamento dei tecnici indicati dai Comuni rivieraschi, è evidente che siamo davanti a una farsa». Lo afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG Massimo Moretuzzo.
«Il senso della mozione approvata dal Consiglio regionale è stato completamente stravolto: prima sono state cambiate le carte in tavola sul numero degli esperti, passati da 5 a 12, nonostante il lavoro di sintesi fatto da molti sindaci. Poi è stato stabilito che ai tecnici non sarebbe stato riconosciuto alcun compenso da parte della Regione, ora la beffa della convocazione, inviata con una sola settimana di preavviso e a pochi giorni dalla messa a disposizione della documentazione tecnica per la valutazione dei progetti sul tavolo. La Giunta regionale si sta prendendo gioco dei Comuni e delle decine di migliaia di persone che si sono mobilitate a tutela di un fiume straordinario, che rappresenta un bene comune del Friuli e dell’umanità intera».
«A questo punto – continua Moretuzzo –, anche in considerazione delle valutazioni fatte dalla Regione in merito alla riduzione di portata del canale Cavrato, è legittimo chiedersi quali sono gli interessi che l’amministrazione Fedriga e l’Autorità di bacino stanno tutelando: se quelli del Tagliamento e delle comunità friulane rivierasche o se invece qualche altro interesse particolare, come quello di chi in Veneto vuole continuare a riempire di strade e cemento zone caratterizzate da equilibri ambientali molto delicati come quelle in prossimità della foce del Tagliamento».
«Ricordiamo che meno di un anno fa, fu diffusa la notizia dell’avvio di un tavolo tecnico svoltosi al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a Roma, coordinato dalla Regione Veneto e con la partecipazione del Comune di San Michele al Tagliamento e della Fondazione Think Tank. La proposta presentata sul tavolo romano prevede una bretella lunga circa 7,5 chilometri, realizzata attraverso l’allargamento di strade minori, e un nuovo ponte sulla litoranea veneta, per collegare la strada regionale 74 (nei pressi di Bevazzana) con la località Pineda, bypassando la zona centrale di Bibione. A questo proposito – anticipa Moretuzzo –, depositeremo un’interrogazione per capire qual è lo stato di avanzamento di questo tipo di progetti e quale il loro impatto sulle scelte che si stanno facendo rispetto alla gestione del fiume». (Comunicato dell’Ufficio Stampa di Patto per l’Autonomia – Civica 14 febbraio 2025).
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Termino qui la pubblicazione di recenti comunicati che ho scelto per voi, lettori, sperando che voi li leggiate e vi rediate conto di una serie di problemi importanti presenti sul territorio. Senza voler offendere alcuno, questo ho scritto e riportato.
L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta l’aula del Consiglio Regionale Fvg ed è tratta da: https://www.ilfriuliveneziagiulia.it/il-consiglio-regionale-approva-la-legge-di-stabilita-per-il-2020/.
Laura Matelda Puppini
https://www.nonsolocarnia.info/alcuni-problemi-sollevati-dalla-minoranza-in-consiglio-regionale-molto-importanti/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/02/consiglio-regionaleFVG-800x445-1.jpg?fit=800%2C445&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/02/consiglio-regionaleFVG-800x445-1.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀx35r Vorrei riportare qui alcuni problemi che sono stati evidenziati nei comunicati che mi giungono dalla minoranza in regione. Naturalmente non sono tutti: ma su alcuni ho già parlato nei miei articoli. Ora hanno destato la mia attenzione questi quattro comunicati: uno di Serena Pellegrino che sottolinea come la maggioranza...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia

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