Analisi del testo con cui Asufc passa ai privati i codici bianchi verdi ed azzurri dei Pronto Soccorso friulani, con gestione privata e direttore privato. Un pasticcio ignoto in Italia, tutto già fatto tutto già deciso sulle nostre teste?
Grazie ad una segnalazione, ho reperito, sul sito di Asufc (1), il bando di gara per esternalizzare parti dei pronto soccorso di più ospedali e completamente quello di Latisana, che io vedo come un lento penetrare del privato nel pubblico, appropriandosene. Il documento è intitolato: “PROCEDURA DI GARA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI SANITARI VARI PER LE ESIGENZE DELL’AZIENDA SANITARIA UNIVERSITARIA FRIULI CENTRALE, PER UN PERIODO DI 12 MESI”, la sigla del procedimento è la seguente: “FC25SER001” ed è un capitolato tecnico, firmato dall’avvocato Ladi De Cet, già da me incontrato per il primo bando per l’esternalizzazione del pronto soccorso di Udine, codici bianchi e verdi, su cui ho scritto alcuni articoli a cui rimando. Essi sono:
Ma ne ho scritti anche altri contro le privatizzazioni ed esternalizzazioni dei servizi sanitari, operazioni che, a mio avviso, non possono esser considerate, come afferma l’arch. Riccardi, un partenariato pubblico privato, ma sembrano semmai ad un affitto, da parte del pubblico, di qualcosa di suo al privato, con tutto ciò che ne consegue. Essi sono:
Asfo. Una Azienda che cambia volto in e con la radiologia.
Sull’esternalizzazione delle analisi in Fvg.
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Con la freddezza burocratica e amministrativa dei testi espressi da legali e senza alcuna valutazione delle conseguenze sulla popolazione, Denis Caporale continua, con la benedizione di Riccardo Riccardi e la consulenza di Ladi De Cet (2) il procedimento di esternalizzazione a privati dei servizi sanitari friulani in particolare, ed ora pure dei pronto soccorso, a cui questo capitolato si riferisce. Ed a me pare che questa privatizzazione del servizio più importante che ci sia a livello medico, dove i titoli e le capacità contano, eccome, e che forma il primo punto di salvezza per chi è malato, sia come un cancro che entra lentamente in un corpo sano … ma se erro correggetemi e mi scuso subito con chi si sentisse offeso. Ma come ci può essere una collaborazione fra ospedali, fra il personale che in essi vi opera, per quanto riguarda l’emergenza urgenza, se in un luogo il pronto soccorso dipende da una ditta privata e dall’altro da un’altra? Se un ospedale è pubblico e parzialmente privato, e ogni singola ditta privata lo gestisce a piacimento, come vedremo nel bando precisato? Se esistono due direttori nello stesso pronto soccorso? Se vi devono convivere operatori in sanità italiani e stranieri che non si sa quanto conoscano la lingua?
E stiamo parlando della nostra salute e di quella dei nostri figli e nipoti che hanno dei diritti (ancora) mentre il fai da te dilaga. Inoltre, senza medici di medicina generale, la cui carenza sta diventando persistente ed in aumento, e con la limitazione del servizio di guardia medica, che si svolge alla notte ed al sabato e domenica, e che presenta sempre il carattere di ricorrervi solo per urgenze, trasformando i pazienti in specialisti che sanno valutare la gravità del loro male essendo i portatori dello stesso, va a finire che i pazienti si rivolgono al pronto soccorso giocoforza, che piaccia o meno. Perché per esempio in montagna, nonostante i chilometri di strada che lo dividono da paesi e borgate, potrebbe essere l’unica soluzione per avere una consulenza medica su dolore presente, o su dei sintomi importanti, dal punto di vista dell’ammalato.
Ed io mi dico come Riccardo Riccardi riesca a spendere 3 miliardi, dico 3 miliardi di euro, per tagliare invece che potenziare e garantire, in sanità, un servizio pubblico efficace ed efficiente, come era prima del 2014.
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Ma ritorniamo al documento firmato dall’avv. De Cet.
All’inizio il documento si fa subito interessante perché comprende poche righe intitolate: “Premesse ed obiettivi” ove si legge, udite, udite: «Con la presente gara si rende necessario procedere con l’esternalizzazione di servizi sanitari vari per le esigenze dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli». Quindi l’esigenza di esternalizzare deriva dal bando di gara, non dalla pessima politica di Denis Caporale.
Inoltre, passando davvero dall’ ambito pubblico a quello privato in toto: «Si sottolinea che è esclusivo onere dell’Operatore economico aggiudicatario l’organizzazione dei mezzi necessari per la realizzazione dell’Appalto, l’esercizio del potere organizzativo e direttivo del personale impiegato e l’assunzione del rischio di impresa». Pertanto qualsiasi controllo o verifica anche dei titoli del personale ecc. ecc. dipende da un privato che resta per noi cittadini, che paghiamo, come in un limbo e di cui nulla sappiamo.
Insomma è un po’ come comprassimo un prodotto, che deve salvaguardare la nostra salute, senza saperne nulla pur essendo noi sia i diretti finanziatori del prodotto sia i fruitori. Ed è come acquistassimo un prodotto alimentare senza etichetta od un giocattolo senza sapere se è adeguato alle norme europee, senza saperne nulla.
Ma su questo aspetto mi sono già soffermata nel mio: FVG. Esternalizzazione dei servizi sanitari pubblici: una via irta di pericoli e senza certezza alcuna, da parte dei cittadini, sul prodotto acquistato con i loro soldi e per loro, e che pare cambi il ruolo dell’assessorato. (Aggiornato il 26 febbraio 2025 con le news). che vi invito a leggere se non lo avete già fatto.
E si sa che nell’ambito delle società private e cooperative parificate alle private, ormai, nulla è certo. Possono fallire, cambiare gruppo principale azionista e quindi politica aziendale, vendere pacchetti azionari, cambiare sede legale portandola anche all’estero, e via dicendo. Insomma se si vuole andare a cercare il Far West in sanità, questo è il modo corretto, che fa in modo che alla certezza data in sanità dal ‘pubblico’, sinora ampiamente presente in Fvg, si sostituisca il privato, attraverso appalti a società ignote ai più, con medici ignoti, con titoli ignoti e professionalità pregressa pure, facendo in modo che il paziente sostituisca inesorabilmente la fiducia, indispensabile per la cura, con l’incertezza, la disillusione, lo “speriamo che me la cavo”, sempre più presente. Ora francamente, da una Regione che investe in sanità 3 miliardi di euro in un anno, ci attenderemmo qualcosa di meglio. Ma invece si persiste al massacro dell’esistente, senza programmazione alcuna, reggendo, e scusatemi se lo dico, la sanità Fvg con continui aggiustamenti fantasiosi, con continue difese donchisciottesche a mezzo stampa, con tattiche ormai superate di politica spicciola. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e credo anche di Fedriga.
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Premetto che i lotti di cui si è interessato De Cet (e vi giuro che non ce l’ho con lui che non conosco, ma è quello che firma) sono cinque e quindi cinque sono i servizi che si vogliono esternalizzare.
Quello che fa piacere è notare che il dott. avv. De Cet, in questo testo, si sia ricordato di citare il D.L. N. 34 del 30 marzo 2023, che però un paio di mesi dopo è stato volto in legge, e che non permette di procedere ad esternalizzazioni a gogò, e quindi non si sa perché qui venga riportato. Inoltre De Cet ricorda pure la “Delibera di Giunta Regionale del 06 dicembre 2024 n. 1871 – “LR 22/2019. Linee annuali per la gestione del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2025” che però, da quanto dicono alcuni sindaci, non parla di dare ai privati, neppure per un anno, parti di Pronto Soccorso. (2). Ma queste operazioni di passaggio a privati, seppur non come regalo ma come una specie di ‘affitto’ di parti del sistema di emergenza urgenza (ed è il primo gradino, fra l’altro, quello che decide se vivi o muori) sicuramente dipende da Denis Caporale ed è ‘benedetto’ da Riccardi, ed è stato prodotto, da che mi si dice, senza avvisare nessuno, incidendo ulteriormente su di un ssr che è allo sfascio per colpa solo ed unicamente dei dirigenti, di certi giochetti politici, di una visione del mondo, quando si poteva fare di più, e se erro correggetemi.
E se Tolmezzo come il solito tace, sappia che anche il suo Pronto Soccorso è nell’occhio del passaggio a privati, infatti questo si legge nel testo della ‘Procedura di gara’ di cui qui mi sto occupando:
«L’ Appalto è costituito da n. 5 (cinque) Lotti, strutturati come segue: 1- a) Lotto 1 – “Servizi medici presso la sede di Pronto Soccorso di Udine” 2- b) Lotto 2 – “Servizi medici presso la sede di Pronto Soccorso di S. Daniele” 3- c) Lotto 3 – “Servizi medici presso la sede di Pronto Soccorso di Tolmezzo” 4 – d) Lotto 4 – “Servizi medici presso la sede di Pronto Soccorso di Palmanova 5- e) Lotto 5 – “Servizi medici, infermieristici e di supporto alle attività di PS presso la sede di Pronto Soccorso di Latisana, servizi medici presso la Sala gessi afferente alla SOC di Ortopedia e Traumatologia e presso la SOC Radiologia sede di Latisana». (3).
Speriamo almeno che non li affidino tutti 5 alla stessa società creando un potere fortissimo di un privato in ambito pubblico. Leggere per credere. E leggano anche questo testo la “Carnia fidelis”, il Friuli spesso sottomesso, le destre imperanti, ma anche alcuni di sinistra silenti.
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E qui viene la parte migliore perché ora questi privati di cui nulla sappiamo, forniranno anche medici che si occuperanno di tutto, senza che noi sappiamo che titoli abbiano, vista la parificazione dei titoli, né che esperienza abbiano, mentre Asufc se ne lava le mani dicendo che è tutta responsabilità del privato. Infatti così si legge nel bando: «2. Caratteristiche del servizio. Per la realizzazione dei servizi sanitari richiesti presso gli ambulatori di Pronto Soccorso, il cui fabbisogno viene specificato all’interno dei singoli Lotti, si richiede l’effettuazione di prestazioni tipiche del medico d’urgenza in Pronto Soccorso quali, a titolo esemplificativo, percorso diagnostico terapeutico del paziente con dolore toracico, dispnea, dolore addominale, sospetto ictus ischemico, febbre, stato confusionale/agitazione, perdita di coscienza transitoria, trauma, ed in linea generale tutte le prestazioni erogate a favore di pazienti afferenti al Pronto Soccorso con i diversi codici di Triage». (4). E nessun medico potrà chiedere aiuto ad altri medici esperti e che lavorano nel pubblico perché non ce ne saranno negli stessi spazi e per gli stessi pazienti. Inoltre figurarsi il pandemonio con coloro che lavorano nei reparti! Perché i politici targati Fvg devono sapere che questo pasticcio fra pubblico e privato nello stesso ospedale non esiste altrove. Esistono cliniche private convenzionate che hanno il loro personale e ospedali pubblici, che hanno il loro, ma non marmellate di mirtilli ed arance nello stesso vasetto. Dovevamo aspettare Caporale e Riccardi per questo disastro annunciato, che chissà quanto inciderà sulle nostre vite! Vorrà dire che faremo magari testamento subito, e se erro correggetemi. Ma tiremm innanz.
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Pronto Soccorso di Udine.
Dal testo veniamo a sapere, però che al Pronto Soccorso di Udine il privato dovrà gestire «n. 2 ambulatori con personale medico, attivi H24 per 7 giorni alla settimana e dedicati alla gestione della linea assistenziale dei codici minori. Gli ambulatori dovranno erogare prestazioni sanitarie destinate alla gestione dei codici Bianchi, Verdi ed Azzurri, con esclusione dei pazienti fragili e pluripatologici. Il servizio dovrà garantire il trattamento dei pazienti accolti fino alla successiva dimissione o ricovero. L’Operatore economico aggiudicatario, con la propria organizzazione di mezzi e risorse, dovrà essere in grado di rispettare lo standard minimo di gestione di n. 2 pazienti ogni ora per ambulatorio». (5). La spesa è di € 7.930.301,46, cioè ad 8 milioni di euro, come da https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/DETERMINAZIONE-n.380-dd-03.03.25.pdf
Intanto si nota come ora in mano privata finiscano, oltre i codici bianchi, anche codici verdi ed azzurri, cioè tre quarti degli afferenti al pronto soccorso. Infatti dai dati per l’anno 2024, all’ ospedale di Udine ci sono stati: 28.934 accessi diurni per queste tre tipologie di codice, di cui 18.464 codici azzurri e 10.071 accessi notturni, di cui 7.307 azzurri, (6), sperando che il triage non sbagli codice, come accaduto a me, e lo dia bianco pensando che uno se le inventi a causa di discutibili diagnosi pregresse.
Inoltre non so come uno possa valutare se una persona ha pluri-patologie: se è un anziano può avere un po’ la pressione alta, un po’ di colesterolo, un po’ di… ed ancora un po’ di … ma questo vuol dire solo, e brutalmente, che è vecchio, non che è pluri -patologico. Poi vorrei sapere, nella fervida mente di De Cet, cosa significhi ‘fragile’. Insomma queste categorie sono pura invenzione di Asufc.
Inoltre nessuno sa quanti ambulatori ci siano ad Udine in pronto soccorso, perchè io non me ne ricordo, e quali spazi, quale privacy venga garantita se due pazienti giungono insieme e devono essere visti insieme per la patologia che presentano, se per esempio sono due codici azzurri. Pensate: se giungono insieme uno che si è ferito sul lavoro e sanguina abbondantemente ed uno che ha una colica renale o sintomi di forte infezione al rene: chi aspetta mezz’ora? Inoltre se il paziente ‘azzurro’ o ‘verde’ deve attendere il ricovero, che fa e dove va? Infatti il dott. Zalukar che è stato per anni direttore del Pronto Soccorso, mi ha detto che i codici detti minori sono quelli che poi possono, in alcuni casi, presentare maggior difficoltà di diagnosi.
Inoltre il dott. De Cet che ha firmato questo testo non sa che possono giungere anche 8 pazienti in un breve lasso di tempo, poi meno o più. E questa della tempistica e dei numeri è ingerenza nella attività medica, aspetti che sinora, nei pronto soccorso pubblici, erano gestiti dal personale sanitario, non da un esterno laureato in legge!
Ma questo accade quando a decidere sui servizi sanitari fino al millimetro sono gli avvocati burocrati e non i medici!
Questa trovata Riccardi- Caporale varrebbe da sola il chiedere che se ne vadano a casa subito, perché quello che stanno facendo alla sanità friulana è sconvolgente ed è da arrampicarsi sui vetri per quadrare i cerchi! E non voglio offenderli, perché non li conosco, ma a me pare così. Inoltre decidono con un appalto di un servizio di cui non si prendono né gestione né controllo. Ma allora ‘Go home, please!”
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Pronto Soccorso San Daniele.
«Gestione di n. 1 ambulatorio con personale medico, attivo H24 per 7 giorni alla settimana e dedicato alla gestione della linea assistenziale dei codici minori. L’ambulatorio dovrà erogare prestazioni sanitarie destinate alla gestione dei codici Bianchi, Verdi ed Azzurri, con esclusione dei pazienti fragili e pluri-patologici. Il servizio dovrà garantire il trattamento dei pazienti accolti fino alla successiva dimissione o ricovero». (7).
E poi sempre il discorso dei due pazienti all’ora: ma questo implica quello che ho già scritto per Udine e eccezioni per i pazienti con pluri-patologie o ‘fragili’.
I dati per il pronto soccorso di San Daniele indicano che, nel 2024, sono stati curati 20.557 fra codici bianchi, verdi e azzurri di giorno, di cui 9312 azzurri, e 6053 di notte, di cui 3219 in codice azzurro, quindi sempre la cifra più alta, che sta fra il verde e l’arancione, e ciò implica che se poi la diagnosi è di patologia grave, magari doveva andare nel settore pubblico subito e non a farsi curare dai privati. Ma intanto si è perso tempo.
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Pronto Soccorso di Tolmezzo.
Come per san Daniele, «Gestione di n. 1 ambulatorio con personale medico, attivo H24 per 7 giorni alla settimana e dedicato alla gestione della linea assistenziale dei codici minori. L’ambulatorio dovrà erogare prestazioni sanitarie destinate alla gestione dei codici Bianchi, Verdi ed Azzurri, con esclusione dei pazienti fragili e pluri-patologici. Il servizio dovrà garantire il trattamento dei pazienti accolti fino alla successiva dimissione o ricovero». (7).
E poi sempre i dei due pazienti all’ora: ma questo implica quello che ho già scritto per Udine e eccezioni per i pazienti con pluri-patologie o ‘fragili’.
I dati per il pronto soccorso di Tolmezzo vedono invece, nel 2024, 15.582 fra codici bianchi, verdi ed azzurri che hanno fruito del pronto soccorso di Tolmezzo di giorno, di cui il numero maggiore è quello dei codici azzurri pari a 7800, invece di notte ne hanno fruito per codici bianchi, verdi ed azzurri, 4240 pazienti, di cui 2340 codici azzurri.
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Pronto Soccorso di Palmanova.
Stesso discorso che per San Daniele e Tolmezzo: «Gestione di n. 1 ambulatorio con personale medico, attivo H24 per 7 giorni alla settimana e dedicato alla gestione della linea assistenziale dei codici minori. L’ambulatorio dovrà erogare prestazioni sanitarie destinate alla gestione dei codici Bianchi, Verdi ed Azzurri, con esclusione dei pazienti fragili e pluripatologici. Il servizio dovrà garantire il trattamento dei pazienti accolti fino alla successiva dimissione o ricovero». (8). E poi sempre i 2 pazienti l’ora, roba da introduzione del cronometro in sanità, quasi che un Pronto Soccorso fosse parificabile alla Fiat di Marchionne. E così a Udine, San Daniele, Tolmezzo e Palmanova.
Una unica diversità rispetto a San Daniele e Tolmezzo nell’organizzazione interna: i codici gialli sono stati assorbiti da azzurri ed arancioni, o mai utilizzati, e quindi sono inesistenti. Ma persone in reale difficoltà potrebbero finire in mano a privati.
I dati per il Pronto Soccorso di Palmanova registrano, nel 2024, per i codici bianchi, verdi, azzurri sommati di giorno 13.721 accessi, per la notte 4.406, ove sia di giorno che di notte, i numeri maggiori afferiscono ai codici azzurri: 7532 di giorno e 2630 di notte. (9).
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Pronto Soccorso di Latisana: tutto esternalizzato.
Questo fa caso a sé. Infatti per Latisana sono previsti 2 ambulatori in mano ai privati, in quanto l’intera attività di Pronto Soccorso finisce in mano a privati, di cui nulla sappiamo, né chi siano, né che titoli abbiano, insomma paiono ‘persone venute da lontano’. E questo è gravissimo.
Queste le funzioni in appalto: «a. Gestione di n. 2 ambulatori con personale medico per 7 giorni alla settimana. Gli ambulatori dovranno erogare prestazioni sanitarie destinate alla gestione dei codici Bianchi, Verdi, Azzurri, Arancioni, Rossi. Il servizio dovrà garantire il trattamento dei pazienti accolti fino alla successiva dimissione o ricovero». (9).
Poi esistono orari diversi degli ambulatori, che sono i seguenti:
a.1: 1 ambulatorio attivo H24, per 7 giorni alla settimana;
a.2: 1 ambulatorio attivo H6 nella fascia oraria 08:00 – 14:00, per 7 giorni alla settimana;
a.2.1: L’ambulatorio attivo H6 dovrà garantire un servizio aggiuntivo H6 nella fascia oraria
18:00-24:00 nel periodo di alta stagione, da aprile a settembre, per 7 giorni alla settimana.
Infine: «La gestione dei suddetti ambulatori comprende anche il servizio di medicalizzazione durante il trasporto intraospedaliero di pazienti evolutivi ed instabili dal Pronto Soccorso di Latisana prevalentemente per centralizzazione verso il presidio HUB, nella fascia oraria diurna (08:00 – 20:00) per 7 giorni alla settimana» e pure: «All’operatore economico aggiudicatario potrà essere richiesto inoltre di eseguire il servizio di medicalizzazione durante il trasporto intraospedaliero di pazienti evolutivi ed instabili dal Pronto Soccorso di Latisana prevalentemente per centralizzazione verso il presidio HUB, anche in regime di reperibilità notturna, H12 (20:00 – 08:00), nei limiti degli importi in opzione». (10).
Ma non solo: «l’Operatore economico aggiudicatario, con la propria organizzazione di mezzi e risorse, dovrà essere in grado di rispettare lo standard minimo di gestione di n. 2 pazienti ogni ora per ambulatorio» come in altri casi, ma poi dovrà fornire anche gli infermieri: in sintesi si sostituisce allo stato ed alla Regione, senza che una scelta così epocale sia passata per il consiglio regionale. (11).
La società privata che vince l’appalto dovrà fornire anche i servizi infermieristici.
L’Operatore economico aggiudicatario dovrà garantire servizi infermieristici nelle seguenti fasce orarie, per 7 giorni alla settimana: b.1: 2 H24; b.2: 1 H6 (08:00 – 14:00); b.2.1: 1 H6 aggiuntivo (18:00-24:00), solo nel periodo di Alta stagione (da aprile a settembre). Non viene però esternalizzata la funzione di Triage, né l’emergenza territoriale». Ma come fa un triage pubblico a lavorare sepolto fra i privati che hanno in mano tutto? Chiediamocelo. Quindi, dato che io al privato che piomba dal cielo non credo, se fossi un turista lignanese o di Bibione, cambierei meta per le mie vacanze. Manca mai che accada qualcosa.
Ma ritorniamo al discorso generale su Latisana.
I dati del 2024 di accesso al Pronto Soccorso di Lignano, indicano in 16.143 gli accessi diurni annuali per codici bianchi, verdi ed azzurri al pronto soccorso di Latisana, in 5.739 gli accessi notturni. (12). A Latisana sono privatizzati anche i servizi di trasporto di emergenza ed i mezzi. Ed uno si chiede: Può esser utilizzato per ospedale Latisana l’elisoccorso udinese, pubblico?
Infine il privato deve anche, a suo e nostro rischio e pericolo, fornire i mezzi di trasporto per l’emergenza, non essendo disponibili quelli del pubblico, e così gli autisti, che però qui non si precisa che dovrebbero essere infermieri con istruzione ed esperienza nell’ emergenza urgenza. (13). Ma poi che fa il 112, dato che il mezzo non è suo, se il servizio è in appalto, se l’elisoccorso non è privato ma pubblico? Insomma a me pare che questa scelta sia illegale e cambi tutto il sistema sanitario privatizzandolo, e che la possibilità di un vertiginoso aumento di anni di vita persi per noi di Asufc possa diventare una realtà. E se erro correggetemi.
Inoltre viene esternalizzata, con 4 righe, anche la sala gessi di Latisana, creando ulteriore scompiglio.
«Gestione di n. 1 ambulatorio Sala gessi, con personale medico, per il trattamento delle urgenze traumatologiche acute. Le prestazioni dovranno essere erogate presso la Sala gessi che afferisce alla SOC Ortopedia e Traumatologia sede di Latisana.
L’ambulatorio è operativo nelle seguenti fasce orarie: – Periodo di bassa stagione (ottobre-marzo) d.1: H12 (08:00 – 20:00) dal lunedì al sabato; d.2: H12 (08:00 – 20:00) la domenica in reperibilità diurna; – Periodo di alta stagione (aprile-settembre): d.3: H12 (08:00 – 20:00) dal lunedì alla domenica». (14). L’Operatore economico aggiudicatario, con la propria organizzazione di mezzi e risorse, dovrà essere in grado di rispettare lo standard minimo di gestione di n. 3 pazienti ogni ora.
Ai privati anche la radiologia di pronto soccorso di Latisana.
Asfo per l’ospedale di Pordenone forse è stato il precursore nello scindere la radiologia del Pronto Soccorso da quella ospedaliera, non si sa perché. Così anche a Latisana, si è deciso di scindere il reparto di radiologia in due, affidando quella di Pronto Soccorso ai privati che però, non dovendosi comperare i macchinari, dovranno utilizzare quelli ospedalieri creando un intralcio nel servizio senza fine e spendendo il doppio. Quindi il testo continua dicendo che «si stima un volume di circa 16.500 prestazioni/anno, relativi all’attività di diagnostica per immagini in urgenza da Pronto Soccorso, da reparto e dall’esterno». (15). Ma qui interessano solo quelle di Pronto Soccorso, o sotto si cela altro?
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Infine riporto pari pari altre norme, quasi che Caporale e De Cet si stessero sostituendo allo Stato Italiano, creando in Friuli uno stato nello stato con 22 paginette e pochi riferimenti normativi.
«Condizioni e variazione quantitativi.
ASUFC poi, avendo ben presente De Cet la legge nazionale espressa dal governo non favorevole a gettonisti e privato che si insedia pezzo dopo pezzo negli ospedali pubblici, si riserva la facoltà di ridurre il fabbisogno previsto nel presente Capitolato fino alla completa cessazione dei servizi richiesti e di recedere anticipatamente dal contratto con preavviso di almeno 30 giorni, senza che per questo l’Operatore economico aggiudicatario possa sollevare alcuna pretesa di natura risarcitoria o contestazione in merito, nel caso in cui le necessità che hanno motivato i singoli affidamenti venissero a cessare o venissero individuate soluzioni organizzative alternative, ovvero:
1 – in caso di reclutamento di personale tramite le tipologie contrattuali normativamente previste, tale da consentire la copertura anche parziale delle prestazioni sanitarie richieste;
2 – a seguito di riorganizzazione dei percorsi brevi per codici minori (“See and Treat”) presso le singole sedi di Pronto Soccorso, di cui alle linee annuali per la gestione del servizio sanitario regionale per l’anno 2025;
3 – Qualora venissero adottati ulteriori percorsi differenziati, veloci o dedicati, tali da modificare l’organizzazione delle attività erogate presso le singole sedi di Pronto Soccorso;
4 – Qualora intervengano nel corso del contratto nuove disposizioni normative nazionali o regionali o diverse indicazioni da parte delle autorità competenti che regolino la materia oggetto della presente gara;
5 – in caso di ricorso a procedure di gara centralizzate o a operazioni economiche di partenariato pubblico-privato o finanza di progetto. L’Operatore economico aggiudicatario si impegna ad adeguarsi ad eventuali sopravvenute normative nazionali, regionali e aziendali, senza vantare pretesa alcuna». (15).
Ma mi chiedo quale società accetterebbe queste condizioni. Nessuna dico io, a meno che non speri poi di mangiarsi in un boccone tutta la torta.
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Garanzie richieste all’Operatore economico aggiudicatario.
Alla Società privata viene richiesto, e quindi è lei che ne risponde e lo sa: «il rispetto degli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro e medicina preventiva, previsti dal D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i; il rispetto delle disposizioni in materia di orario di lavoro di cui al D.Lgs 66/2003 e s.m.i, in modo da garantire in particolare: «che il servizio venga erogato attraverso una turnistica organizzata in modo da prevedere un tetto massimo di 48 ore medie settimanali per i professionisti coinvolti nell’affidamento; che l’orario complessivo di lavoro di ciascun professionista, anche laddove articolato in più strutture distinte, consenta al professionista stesso un periodo di riposo consecutivo giornaliero non inferiore ad 11 ore per il recupero delle energie psicofisiche. L’effettuazione del servizio da parte di personale in possesso dei requisiti richiesti ai sensi dell’art. 3 del presente Capitolato.
Il personale impiegato dovrà svolgere la propria attività attenendosi agli standard qualitativi previsti dalle linee guida delle società scientifiche di riferimento, nonché ai protocolli assistenziali previsti». (16). De Cet e Caporale non ci dicon oqual isiano però le società private di riferimento, perchè sinora non ce ne sono state.
Inoltre qui qualcosa non torna. Va beh le 11 ore di riposo giornaliero, che diventano 77, ma uno non deve solo dormire e con 48 ore di lavoro settimanali su 168 più il tempo di percorrenza da una sede ad un’altra il che fa pensare ad un maxi appalto, con un lavoro usurante e stressante pure per il rapporto tra operatori pubblici e privati che è la new entry nazionale, restano 43 ore per la famiglia i bambini ecc. ecc. il che è un po’ pochino e contratti da 48 ore settimanali per un lavoro usurante, svolto dì e notte, non credo siano nella norma. Inoltre su quanti giorni (e notti) venga suddiviso il lavoro settimanale rimane un mistero. Ma si arrangi la Società o si arrangino le società che vince/vincono la gara!
Quindi i contratti sono al di fuori di ogni diritto del lavoratore, di ogni contrattazione, e fa tutto De Cet! E bravi i nostri di Asufc! Infatti in questo modo Asufc crea anche contratti fuori da ogni contrattazione, suoi personali, che non credo sia possibile nel pubblico ma solo nei paradisi sognati dai politici della sanità regionale avvezzi al ‘Volli, volli, fortissimamente volli’. Ma ditemi un po’ voi se partendo da un settore così delicato, dovessimo finire in Fvg nelle condizioni di lavoro scelte solo dal padrone senza sindacato alcuno!!!!! A che anno siamo giunti in Friuli? A prima della Rivoluzione francese?
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Clausole generali per i medici privati, ma una è quella che tutti devono fidarsi del triage pubblico. E se uno improvvisamente si aggrava ed è codice bianco?
«Inoltre il personale impiegato dall’Operatore economico aggiudicatario dovrà: rispettare i criteri di obiettività, imparzialità e appropriatezza nell’esecuzione delle prestazioni; gestire i singoli codici paziente, stabiliti da ASU FC in fase di Triage e dalla stessa affidati in gestione all’Operatore economico aggiudicatario, nel rispetto della priorità del codice colore e dell’ordine di arrivo a parità di codice colore; trasmettere mensilmente ad ASU FC la rendicontazione delle prestazioni effettuate; garantire il rimborso dei maggiori oneri sostenuti da ASU FC a causa dell’esecuzione di prestazioni non appropriate.
Ora se uno si aggrava che si fa? Se è codice bianco deve restare così in questa fissità da medicina burocratica e da ‘ipse dixit’ di De Cet? E se il paziente muore? Perché in sanità stanchezza, fissità mentale, protocolli assurdi e altri aspetti possono comportare la morte del paziente, ricco, povero, bimbo, giovane o vecchio, maschio o femmina che sia. E si ha una vita sola.
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Verifiche e controlli di Asufc, invece che potenziare il servizio pubblico. Ma chi li farà?
Quindi segue un capitoletto dedicato alle verifiche e controlli sulla qualità del servizio che Asufc può fare, ma non si sa chi poi le farà realmente, perché non specificato, mentre i pochi medici pubblici rimasti nel marasma generale creatosi, taglieranno la corda. Inoltre se vi è un direttore del servizio per il pubblico, chi lo sarà per il privato destinato da De Cet a seguire il numero maggiore di casi? E i contenziosi fra pubblico e privato che potrebbero avvelenare gli animi dato che neppure la pax romana in queste situazioni è ipotizzabile, da chi saranno gestiti? Per esempio chi controllerà, e con quale autorità «il livello di appropriatezza delle prestazioni erogate, dei percorsi clinici adottati e dei ricoveri richiesti? (17)». E se questi controlli, in un pronto soccorso, avverranno in orario di lavoro, quanto disturbo non si arrecherà?
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Infine neanche appunto fosse la Fiat di Marchionne, Asufc stabilirà anche degli indicatori di performance che ci fanno solo dire: “Via i burocrati dalla sanità che non è una fabbrica”!! (18).
Non da ultimo ci saranno anche fasi «di analisi degli errori commessi o dei mancati incidenti (near miss), al fine di rilevare le criticità e mettere in atto misure correttive in condivisione con ASU FC». (19). Ma non essendoci urp privata, chi segnala gli errori a chi e come? Inoltre come può entrare in questa fase Asufc se non gestisce nulla del privato? Questo a mio avviso è solo mero aspetto da esercizio del potere. Non solo il privato dovrà presentare il suo sistema di controllo sul prodotto, come i medici fossero operai di una fabbrica di gorgonzola! O tempora o mores! Via da questa Regione!
Quindi veniamo a sapere che il personale farà un periodo di training (20) che non si sa da chi verrà guidato, vista la situazione dei Pronto Soccorso friulani, e che rischiano solo di ingenerare confusione su di un metodo collaudato.
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Tutto in mano al privato. Equipollenza di titoli, io non capisco però come.
Qui viene ribadito che «Il personale sarà interamente organizzato e gestito dall’Operatore economico aggiudicatario, che avrà anche ogni potere disciplinare nei confronti del personale impiegato nei servizi in questione, nonché la gestione amministrativa, giuridica ed economica dei relativi rapporti di lavoro». (21).
Per i medici: a) laurea in medicina e chirurgia conseguita con i diversi ordinamenti; b) iscrizione all’ordine professionale; c) specializzazione nella disciplina afferente al servizio o specializzazione equipollente o affine ai sensi dei decreti ministeriali del Ministero della Salute 30 e 31 gennaio 1998. Secondo lo stesso, i titoli normali ed equipollenti per praticare medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza sono: Medicina d’urgenza; Pronto soccorso e terapia d’urgenza; Medicina interna; Medicina generale; Clinica medica; Chirurgia d’urgenza e di pronto soccorso; Chirurgia generale d’urgenza e di Pronto Soccorso; ed ancora Chirurgia d’urgenza e di pronto soccorso; Chirurgia generale; Cardiologia; Cardiologia e malattia dei vasi; Malattie cardiovascolari, Malattie cardiovascolari e reumatiche; Malattie dell’apparato cardiovascolare; Cardio angiopatie, Cardiologia e reumatologia; Fisiopatologia cardiocircolatoria; Fisiopatologia cardiovascolare; Gastroenterologia; Gastroenterologia ed endoscopia digestiva; Fisiopatologia digestiva; Fisiopatologia digestiva; Malattie dell’apparato digerente; Malattie dell’apparato respiratorio; Tisiologia e malattie dell’apparato respiratorio; Malattie dell’apparato respiratorio e tisiologia. (22).
Bisogna però controllare se queste specializzazioni ormai siano acquisibili anche con corsi on line parificati. Inoltre questi titoli ed i servizi sono presenti solo per concorrere a funzione direttiva, da che ho compreso. Infatti queste tabelle di titoli equipollenti fanno parte del decreto Ministeriale 30 gennaio 1998, intitolato: “Tabelle relative alle discipline equipollenti previste dalla normativa regolamentare per l’accesso al secondo livello dirigenziale per il personale del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale. (G.U. Serie Generale n. 37 del 14 febbraio 1998). Ma poi vi sono anche i servizi resi. E detto decreto è stato modificato nel 2022.
Per gli infermieri i titoli richiesti ai privati sono: laurea abilitante all’esercizio della professione infermieristica e iscrizione all’ordine professionale; per gli operatori socio-sanitari: la terza media e il titolo dato da un corso specifico riconosciuto. (23).
Seguono quindi tutta una serie di oneri per la società privata e di diritti per Asufc, che potrete trovare sul ‘Capitolato tecnico’ di Asufc oggetto di questa analisi (24). Ma ripeto che non capisco come una società possa gestire da sola e poi Asufc penetri qui e là, forse tanto per dire che c’è ancora anche se di sfuggita. Ma se erro correggetemi.
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Gli oneri di Asufc che sono solo di fornire i locali, i software, la carta intestata, i farmaci e presidi, insomma quasi nulla oltre pagare non si sa quanto queste operazioni.
Sono oneri di Asufc: «la messa a disposizione dei locali idonei per l’erogazione delle prestazioni richieste, attrezzati e arredati per l’attività; il provvedere alla manutenzione dei locali e delle attrezzature messe a disposizione; la dotazione dei software necessaria all’esecuzione del servizio attualmente in uso in ASU FC; la dotazione della carta operatore per firmare digitalmente i verbali di Pronto Soccorso e delle visite presso la Sala gessi di Latisana; la fornitura dei farmaci previsti nei limiti del fabbisogno programmato e verificato dalla Farmacia Ospedaliera; la fornitura di ausili, presidi e/o qualsiasi materiale necessario al trattamento ed alle cure cui l’utente abbia diritto e/o che ASU FC ritenga di erogare in suo favore». (25).
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Poi detto, fatto. A 10 giorni dalla stipula del contratto, si parte, a meno che Asufc non ci ripensi e ritardi l’inizio.
Infine a p. 16 veniamo a sapere che il privato nominerà un dirigente del servizio codici bianchi verdi ed azzurri, che non si sa che rapporti avrà con quello degli arancioni e rossi, che si ipotizza finirà per andare in Veneto come i pazienti, se possibile, come i radiologi di Pordenone e via dicendo. Ma c’è stato anche chi è andato in Trentino con Serracchiani, mentre la nostra sanità non si sa a chi andrà in mano.
Il testo regola quindi anche il diritto di sciopero, ricordando che trattasi di servizio pubblico, e chi vuol scioperare dovrebbe avvisare con 5 giorni di anticipo la società da cui dipende che deve avvisare Asufc. Poi se potrà scioperare o no, Dio solo lo sa.
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QUINDI SEGUONO UN’ALTRA SFILZA DI NORME, E LA FIRMA DI DE CET, MA NESSUNO SA QUANTO COSTA QUESTA OPERAZIONE AI CONTRIBUENTI. E COME FINANZIATORI VORREMMO SAPERLO PER PROPORRE, POI, DI MANDARE A CASA QUALCUNO O DI VEDERE SE VI SIANO GLI ESTREMI PER UN ESPOSTO AD ALTRA AZIONE LEGALE, SE I NOSTRI SINDACI NON SI SVEGLIANO, MA FORSE QUALCUNO INIZIA A CAPIRE …
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Ho scritto questa analisi che mi è costata parecchio in fatica, senza essere un avvocato, ma così seguendo quello che pensavo, senza voler offendere alcuno, e palesando mie riflessioni personali, che possono essere suscettibili di critiche che però vorrei qualcuno scrivesse. Ma l’ho fatto anche perché qualcuno deve pure scrivere qualcosa sui testi non solo il proprio sentire su whats’app agli amici o su chat private. Inoltre se i cinque lotti compaiono in uno stesso appalto questo può essere vinto da una sola società, ed allora mi chiedo se non si ipotizzi il monopolio, a cui è commercialmente contraria l’Europa. E mi scusi Asufc ma io questa operazione non la condivido e mi pare che possa mettere in difficoltà tutta la sanità friulana, con rischi possibili per la nostra salute. Infine L. 26 maggio 2023, n. 56, citata dall’avv. De Cet, mi pare preveda anche che i contratti per le esternalizzazioni siano portati alla Autorità Nazionale Anticorruzione, ma sono sicura che, se previsto, avverrà. E termino con “NO AL PROTOCOL DOCTOR ED ALLA SANITA’ PUBBLICA IN MANO AI PRIVATI”. SINDACI, DOVE SIETE?
P.S. Il documento da me qui analizzato non riportava la spesa per queste operazioni, ma mi è giunta ora e oggi 12 marzo 2025, il riferimento al documento ove è riportato che è reperibile al link: https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/DETERMINAZIONE-n.380-dd-03.03.25.pdf. Spesa totale prevista: “7.930.301,46″, quindi circa Otto milioni di euro che diamo a privati oltre tutto il resto!
Nel leggere queste cifre, ricordo che diamo anche strutture macchinari, locali gratis e la gran parte dei pazienti dei Pronto Soccorso della Provincia di Udine a società di cui nulla sappiamo! Non solo: sono previsiti anche medici stranieri, mentre magari quelli formati da noi vanno all’estero!!! O tempora o mores! E non dicano che anche gli altri fanno così: e almeno diffondono i loro bandi urbi et orbi e non privatizzano tutti i Pronto Soccorso Asufc!
Laura Matelda Puppini
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Note.
- https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/3.-CAPITOLATO-TECNICO_FC25SER001.pdf. La spesa di circa 8 milioni di euro (€ 7.930.301,46), è reperibile in https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/DETERMINAZIONE-n.380-dd-03.03.25.pdf.
- Per Ladi De Cet, vedi il mio articolo su www.nonsolocarnia.info “Ancora qualche domanda sulla esternalizzazione codici bianchi (si spera non verdi) in Pronto Soccorso ad Udine, il più grande della Regione. Modificato in una parte il 17 agosto 2023.
- https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/3.-CAPITOLATO-TECNICO_FC25SER001.pdf, p. 4.
- Ibidem.
- Ibidem.
- Ivi, p. 5.
- Ivi, pp. 5-6.
- Ivi, p. 6.
- Ivi, p. 7.
- Ibidem.
- Ivi, p. 8.
- Ibidem.
- Ivi, p. 9.
- Ibidem.
- Ivi, p. 10.
- Ivi, pp. 10-11.
- Ivi, p. 11.
- Ivi, p. 12.
- Ibidem.
- Ivi, p. 13.
- Ibidem.
- Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. Scuole equipollenti in: https://ape.agenas.it/ documenti/provider/DM_30.01.1998.pdf.
- https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/3.-CAPITOLATO-TECNICO_FC25SER001.pdf, p. 13.
- https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/bandi-gara/allegati/3.-CAPITOLATO-TECNICO_FC25SER001.pdf, p. 14 e p. 15.
- Ivi, p. 16.
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L’immagine che accompagna l’articolo è una di quelle già da me utilizzate. Laura Mateda Puppini.
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Post. scriptum. Volevo postare come commento, ma qualcosa tecnicamente me lo impedisce, per cui riporto qui.
Oggi 16 marzo 2025 il Messaggero Veneto ha pubblicato 3 articoli che però non dicono molto. Il primo, a firma di Christian Seu, è intitolato: “Pronto Soccorso. Il piano con i privati” corredato da uno schema, da cui sappiamo ben poco di nuovo, solo che Denis Caporale il dg di Asufc ha definito la privatizzazione di tutti i pronto soccorso ospedalieri friulani o in toto (Latisana) o in parte come “un appalto dovuto” il che è incomprensibile. Inoltre sempre secondo Seu, Caporale ha asserito che privatizzando i Pronto Soccorso con la gestione privata dei codici bianchi, verdi ed azzurri, si consentirebbe una maggiore efficacia negli interventi più urgenti. Ma questo non è vero, perché creare mischiumi in un sistema consolidato non aiuta nessuno. E prima di Caporale, tutto funzionava come sistema pubblico. Come mai ora non funziona? Inoltre la salvezza dei casi gravi è affidata alla prontezza della presa in carico e quindi dipende dal servizio Nue e dai mezzi di soccorso che si hanno. Poi c’ è l’articolo di Lucia Aviani, intitolato: Nuovi spazi e più prestazioni. Si potenzia il Pronto Soccorso” riferito all’ospedale di San Daniele, da cui capiamo solo che, adesso che giungeranno i privati, li si accoglierà in locali nuovi, come a Tolmezzo. Eppure, per migliorare la situazione locativa del Pronto Soccorso del capoluogo carnico, i soldi erano già stati stanziati da Serracchiani – Telesca, e non si sa perché sinora non siano stati spesi avviando le opere previste. Inoltre il Pronto Soccorso non implica possibilità di maggiori prestazioni, e questo, per cortesia, qualcuno lo dica al Messaggero Veneto. Quindi vi è un terzo articolo relativo all’ospedale di Spilimbergo, di Edoardo Anese intitolato.” Striscioni fuori dall’ospedale. “Il presidio resti pubblico”, da cui sappiamo che hanno presentato manifestazioni di interesse sia “Casa di Cura Città di Udine” detta pure “Policlinico Città di Udine” Spa, diretta da Riccobon, sia E-Healt spa cioè in sintesi la “Radiologia Carnica” con sede ad Amaro. Non è dato sapere se per le altre situazioni di esternalizzazione siano state fatte manifestazioni di interesse, come se si trattasse dell’appalto ai privati della costruzione di una pubblica recinzione o che ne so, magari puntando al ribasso. Inoltre avviso i dem che si sono espressi attraverso un comunicato di Marco Craighero sulla privatizzazione del Pronto Soccorso di Tolmezzo, pubblicato sempre dal Messaggero Veneto il 16 marzo 2025, in un articolo intitolato: “I timori dei dem per il progetto: “Anche la Carnia penalizzata” di Tanja Ariis, che il Pronto Soccorso non può esternalizzare codici bianchi, verdi e “parte degli azzurri” perché è semplicemente impossibile. Infine vi è la lettera di una signora, Simonetta Cortolezzis, che il Messaggero Veneto ha intitolato: “Salute. Dai politici meritiamo maggiore rispetto” che interviene sulla telefonata anti -Bordon per la sua lettera – fatta al presidente della Ligura, invece di riportare i dati per smentire Bordon . Intanto per Agenas, secondo Massimo Moretuzzo la nostra realtà sta sprofondando. Laura Matelda Puppini
https://www.nonsolocarnia.info/analisi-del-testo-con-cui-asufc-passa-ai-privati-i-codici-bianchi-verdi-ed-azzurri-dei-pronto-soccorso-friulani-con-gestione-privata-e-direttore-privato-un-pasticcio-ignoto-in-italia-tutto-gia-fatt/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/07/la-salute-e-un-diritto-unnamed.jpg?fit=512%2C352&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/07/la-salute-e-un-diritto-unnamed.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀGrazie ad una segnalazione, ho reperito, sul sito di Asufc (1), il bando di gara per esternalizzare parti dei pronto soccorso di più ospedali e completamente quello di Latisana, che io vedo come un lento penetrare del privato nel pubblico, appropriandosene. Il documento è intitolato: “PROCEDURA DI GARA APERTA...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia

Così Furio Honsell sulla privatizzazione in sanità: “La gestione Riccardi-Fedriga della sanità, come più volte ho espresso in Consiglio Regionale, è poco trasparente. Se ci sono delle trattative in corso per privatizzare ospedali di rete, Riccardi dovrebbe dirlo con chiarezza. Come si è detto ormai innumerevoli volte, il non detto crea malumore e sfiducia nei lavoratori, che meriterebbero molto più rispetto da parte dell’Assessore. L’integrazione tra pubblico e privato è tutt’altro che facile in una struttura comune. Inoltre il ricorso al privato o all’esternalizzazione lascia sempre spazio a contenziosi che, come si può notare, non si sanno mai. Insisteremo per un ampio dibattito in terza commissione, anche se la maggioranza in Consiglio vuole mantenere l’opacità.”
Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere Regionale di Open Sinistra FVG.