Dare parti di ospedali a privati. In Fvg si va avanti ‘a briglia sciolta’ tra l’indifferenza di molti, di troppi.
Qualche giorno fa il Gazzettino pubblicava un articolo di Loris Del Frate intitolato: “Ecco il piano segreto per gestire due ospedali’ che avrebbe dovuto esser intitolato: “L’assessore Riccardo Riccardi, al di fuori delle sue competenze, regala a società private parti di ospedali pubblici, trasformando la sanità Fvg”. Ma la stampa locale, se porta una notizia di questa portata, lo fa magari blandendo il reale peso dei fatti con un titolo meno esplicito.
Questi i fatti. Con la scusa di frenare l’emorragia di pazienti verso il Veneto ed il collasso del ssr, invece di potenziare la sanità pubblica, cosa fa il nostro assessore? Ribadisce, fino alla nausea (nostra) il suo voler ricorrere al privato, che in FVG non è mai stato un’eccellenza, mentre il sistema pubblico è sempre più impoverito dalle dissennate politiche regionali, che forse avranno come risultato l’aumento degli anni di vita persi, in Fvg. Inoltre, e lo dico io per averlo sperimentato, gli operatori del privato convenzionato per esempio a livello di un esame radiografico, anche mammografico, ti fanno un numero risicato di lastre, perché pare che valga il detto che “poco paghi poco hai”. Basteranno? Non basteranno? Nessuno lo sa, perché fra l’altro le esegue un tecnico non un radiologo che poi legge solo le poche lastre che gli giungono sul tavolo.
Ma continuiamo con l’articolo di Del Santo. Viste le carenze, sempre più evidenti, create nel ssr dalle scelte dell’uomo solo al comando della sanità, che secondo me già ha fatto tanti disastri dal dover chiedere che se ne vada, ma non li vuol vedere, egli ha ipotizzato, sotto la sua regia, di dare in gestione a privati, che si sono subito fatti avanti, parti degli ospedali pubblici di Spilimbergo e Latisana. Ma anche questa informazione è vaga: infatti non si sa quali parti siano in gioco e a chi dette parti verrebbero di fatto ‘donate’. Infatti l’articolo parla solo di società private che già agiscono in regime di convenzione.
Ma l’assessore non demorde, e una volta fatta una pensata va avanti, fra la timidezza dei suoi colleghi politici anche nei comuni, forse ormai, sotto questo governo Meloni, resi incapaci di pensare autonomamente. Ma forse il Friuli, al di là delle apparenze, ha sempre sognato un duce. E se erro su quanto sin qui scritto, correggetemi.
Così Riccardi si appresta ancora una volta a commissionare, magari attraverso terzi cioè Arcs o Ass, bandi di gara a tutto vantaggio del privato, di cui noi, azionisti e fruitori possibili di un servizio, ben poco sappiamo. È noto però, secondo l’articolista, che l’ex Sanatorio Triestino, ora ‘Policlinico triestino Pineta del Carso’, la prima struttura privata a ritirarsi dall’ ‘sciopero dei privati convenzionati’, avrebbe dato la sua adesione per gestire parte dell’ospedale di Spilimbergo, mentre altra ditta si è resa disponibile per gestire parte dell’ospedale di Latisana. Ora queste commistioni pasticciate spostano i problemi della sanità e salute in ambito privato con grandi problemi per noi, con soluzioni da emergenza quando l’emergenza pare sia voluta per ‘regalare’ di fatto la sanità pubblica al privato (e se erro correggetemi), almeno stando alla continua manifestazione di volontà dell’assessore di privilegiare una scelta di tipo lombardo, quando anche la Lombardia perde colpi e, per inciso, non siamo in Lombardia. E di questo è correo anche Fedriga, che mantiene il suo nominato nella posizione di forte potere che gli ha dato solo ed unicamente lui.
Comunque l’articolista di ‘Il Gazzettino’ ci informa pure che i pazienti possono stare tranquilli perché tanto detti ospedali verranno svuotati di attività importanti come quelle chirurgiche oncologiche ed oncologiche in generale, e pertanto, par di capire, funzioneranno come poliambulatori. Ma dico io, se l’equipe operatoria è sempre la stessa, a livello oncologico, perché lasciare andare al diavolo sale operatorie che sinora hanno funzionato, facendo capire che esse sono inadeguate per accentrare ed accentrare, con la possibilità concreta di congestionare il polo unico? Mica ogni operazione oncologica è della difficoltà del primo trapianto di cuore fatto da Barnard!
Ma anche l’articolista, onestamente, parla di politica che va ancora a depauperare il ssr ed a ridurre, di riflesso, tutti i servizi. E noi cittadini dobbiamo star attenti a ciò che è propaganda e ciò che è la realtà, come la mia esperienza insegna. Inoltre in detti ospedali dovrebbe venir accentrata (si spera non per la Carnia, il Tarvisiano e le Valli del Natisone, tanto per fare tre esempi) la riabilitazione post ictus, infarto ed intervento chirurgico invasivo, ma questo può accadere solo se la riabilitazione cardiologica pubblica sia stata tolta se non erro a Sacile e non la si voglia più creare a Gemona. Inoltre una riabilitazione ‘dopo intervento invasivo’ quando la riabilitazione è sempre specifica, non si sa cosa contempli. E se vi è un ambito in cui la vicinanza è indispensabile, è quello della riabilitazione. Mica uno si può stressare a fare chilometri e chilometri in macchina nel post intervento, dopo un infarto od un ictus per la riabilitazione! Ma per cortesia, assessore ….
Infine l’assessore continua con la fissa di dare in mano ai privati ulteriormente anche la radiologia, che è fondamentale per la diagnosi e cure, e non può esser fatta da pivelli o incapaci, ma questo l’ho già scritto. Ed anch’ io andrei a Conegliano, indipendentemente da dove abito, se il Veneto mi dà garanzie che il privato qui di fatto non mi dà. Infatti non so che macchinari usa né la capacità di fare l’esame di chi è dipendente da privati, i cui limiti conosco. E basta che cambi il pool societario per avere problemi.
Inoltre sappiamo questo solo perché Nicola Conficoni, consigliere regionale che non demorde, ha fatto un accesso agli atti, altrimenti ne saremmo rimasti all’oscuro, fino al prossimo roboante articolo propagandistico su il Messaggero Veneto’ a cose già fatte.
E vorrei sfatare una fissa dell’assessore: questo non è un ‘partenariato pubblico privato’ formula che non si sa quale avvocato gli abbia suggerito, perché pare che la regione, ormai, si stia riempiendo, come del resto le aziende sanitarie solo di laureati in legge, ma è un passare al privato un servizio pubblico, che lo si voglia o meno. Insomma a mio avviso è un po’ come affittare un appartamento tuo e che resta tuo, ma su cui non puoi entrare finché non scade il contratto se non domandando all’inquilino che lo gestisce, giustamente e legalmente, come fosse casa sua.
Infine riporto qui il comunicato nel merito di Furio Honsell.
_____________________
“Sanità pubblica sotto attacco: no alla privatizzazione di servizi negli ospedali di Latisana e Spilimbergo!
Il consigliere regionale #FurioHonsell esprime forte preoccupazione e assoluta contrarietà all’ennesima manovra di possibili privatizzazioni di parti della #SanitàPubblica in #FVG: “Le recenti notizie circa possibili affidamenti a privati di alcuni servizi ospedalieri a #Latisana e #Spilimbergo rappresentano un ulteriore attacco alla sanità pubblica. Questa scelta non risponde alle esigenze e ai bisogni dei #cittadini, ma a logiche di mercato che mirano a trasformare la salute in business, penalizzando il diritto universale alle #cure.” Così si è espresso #FurioHonsell, Consigliere regionale di #OpenSinistraFVG, a seguito degli articoli apparsi sulla stampa locale.
“Non possiamo accettare – continua Honsell – che la Regione continui a depotenziare gli ospedali pubblici, favorendo la fuga di competenze e professionalità verso il privato o in altre regioni. Il problema della carenza di personale non si risolve continuando ad affidare parti di strutture ai privati, ma investendo seriamente e oculatamente nel reclutamento di medici, infermieri e operatori sanitari pubblici. La sanità deve rimanere un servizio per tutti, non un’opportunità di profitto per pochi!” ha dichiarato Honsell.
“L’esperienza delle #esternalizzazioni già avute in passato – puntualizza Honsell – hanno dimostrato più volte l’inefficacia di queste operazioni: i #disservizi sono aumentati, i #costi sono lievitati e i #cittadini si trovano sempre più spesso in #difficoltà nell’accesso alle cure. I vertici della sanità regionale devono imparare a valorizzare il loro personale. Non basta uscire sui giornali, devono imparare a farlo con umiltà e rispetto, riconoscendo il valore e l’impegno di chi ogni giorno garantisce alla comunità i #ServiziOspedalieri.”
“La soluzione può essere soltanto una: destinare maggiore #risorse per potenziare la sanità pubblica, migliorando le condizioni di lavoro del #personale e garantendo in questo modo #qualità dei #servizi, senza dover ricorrere continuamente a ditte private.” Ha concluso Honsell”.
_____________________
Alla prossima puntata, finché qualcuno non ha il coraggio di fermare Riccardi e Fedriga in questa ‘mattanza’ del servizio pubblico sanitario. Senza voler offendere alcuno questo ho scritto, ma solo per esercitare il diritto di critica ancora presente. E se erro correggetemi, ma non si può ingoiare, in sanità, vivaddio, un rospo dopo l’altro!
Laura Matelda Puppini
Sullo stesso argomento, cfr. anche il mio:
La foto che accompagna l’articolo è una di quelle già da me utilizzate. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/dare-parti-di-ospedali-a-privati-in-fvg-si-va-avanti-a-briglia-sciolta-tra-lindifferenza-di-molti-di-troppi/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/MEDICI-DI-BASE-images.jpg?fit=306%2C165&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2023/09/MEDICI-DI-BASE-images.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀQualche giorno fa il Gazzettino pubblicava un articolo di Loris Del Frate intitolato: “Ecco il piano segreto per gestire due ospedali’ che avrebbe dovuto esser intitolato: 'L’assessore Riccardo Riccardi, al di fuori delle sue competenze, regala a società private parti di ospedali pubblici, trasformando la sanità Fvg”. Ma la...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia
Rispondi